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Nelle fiabe, a passo di danza

LIBER, 109/2016, Idest Campi Bisenzio; pp. 26-29


Nel mondo fiabesco il ballo è tipicamente il momento dell’incontro ed evoca tipicamente la storia di Cenerentola…


Se Cenerentola non balla con il principe
All’inizio del 2015 è uscito in Italia il film musical Into the woods1 tratto dall’omonimo musical teatrale americano di grande successo. La vicenda, basata su alcune delle più famose fiabe dei Fratelli Grimm, è ambientata nel bosco, dove si incontrano i protagonisti, ciascuno con un proprio desiderio da realizzare. Fra questi c’è anche Cenerentola. La vediamo affaccendarsi in cucina, mentre accigliata canta il suo desiderio di andare al ballo, e poi recarsi presso la tomba della madre, ricevere un magnifico vestito e delle scarpette tutte d’oro, e correre al palazzo reale. Ciò che è più curioso è che non la vediamo entrare, né lasciare tutti a bocca aperta, né tanto meno ballare con il principe. Quello che il film ci mostra è invece la sua fuga. Per tre volte, l’ultima delle quali rimane incollata con le scarpe alla pece fatta stendere dal principe sugli scalini del palazzo, per fermarla. A questo punto la narrazione si sospende e noi ascoltiamo Cenerentola che canta i suoi dubbi. «Perché non rimanere ed essere presa?» si chiede, mentre anche lo spettatore si sta facendo la stessa domanda. Perché questa Cenerentola fugge e fugge e fugge? Cosa desidera davvero? Lei stessa non lo sa: «Arrivare a un ballo è eccitante,» ricorda, «ma quando ci sei è spaventoso. Ed è divertente farlo se sai che dovrai andartene», ma d’altra parte la sua condizione a casa è terribile… Alla fine Cenerentola decide di non scegliere, di lasciare un indizio e aspettare la prossima mossa del principe: «Sarà lui e non tu» si dice «ad essere attaccato ad una scarpa...». Che sviluppo può attendersi lo spettatore? L’incontro con il figlio del re non è descritto, sappiamo che i due hanno ballato, ma nella storia questo momento non si vede:  la magia del ballo qui non c’è.

Nella fiaba tradizionale, quello fra Cenerentola e il principe è un incontro danzante, in cui lui «non volle ballare con nessun’altra; non le lasciò mai la mano, e se un altro la invitava, diceva: - È la mia ballerina»2, leggiamo nei Grimm. D’altronde il ballo di coppia, in cui i corpi si sfiorano e si parlano, in cui la comunicazione fra uomo e donna avviene attraverso il movimento, lo sguardo, il sorriso, ha un carattere di grande intimità, che configura il ballo di Cenerentola con il principe come l’incontro erotico per eccellenza. E ciò che la favola ci fa intuire in poche parole, il film di Kenneth Branagh, Cenerentola3, lo mostra ai nostri occhi, rendendo manifesta la parte corporea del ballo, mentre la musica ci avvolge e ci fa provare le emozioni che vediamo nei protagonisti.
Nel centro del salone del castello, imbarazzato e visibilmente emozionato, il principe posa una mano sulla vita di Cenerentola, lei sobbalza leggermente, la musica inizia. Lui la fa volteggiare, la solleva, lei freme sorridendo, mentre la macchina da presa gira insieme ai ballerini e lo spettatore vede il mondo girare intorno a loro. Gli invitati, disposti in cerchio, sospirano di stupore. Fino a che, terminato il ballo, i due si staccano e, fra un «Oooooh!» generale che sfocia in un applauso, si inchinano l’un l’altro in segno di reciproca gratitudine, lui portandosi la mano sul cuore e piegando la testa, lei facendo una profonda riverenza, mentre il magnifico vestito azzurro la incornicia morbidamente. Un incontro amoroso, dunque, in cui si fondono erotismo e tenerezza. È naturale che la storia prosegua con lo sviluppo che sappiamo, fino alla scena della scarpetta e al gioioso lieto fine delle nozze regali.

Ma se questo incontro non c’è, che può succedere? Into the woods ci racconta che il matrimonio si fa, ma che questo non è il finale della storia. Il giorno stesso delle nozze, dovendo far fronte ad un pericolo mortale per tutto il regno, i protagonisti del film si ritrovano di nuovo nel bosco, e lì Cenerentola scopre che il suo sposo la tradisce. Con la pacata fermezza di chi ha capito che l’uomo che ha di fronte non è ciò che desiderava, Cenerentola affronta il principe e alla fine gli dice: «Adesso dovresti andar via».«È questo che desideri4 davvero?», chiede lui ansioso.
«La casa di mio padre era un incubo, mentre la tua era un sogno. È qualcosa a metà strada che agogno».
Lui accenna un sorriso non sapendo evidentemente come replicare, abbassa gli occhi, e fa per andarsene, ma prima si gira verso Cenerentola e le dice: «Amerò per sempre la fanciulla che fuggiva».
«E io il principe lontano», risponde la ragazza, concludendo così la sua storia con lui.
Se l’incontro danzante non c’è, racconta Into the woods, non c’è neanche la magia dell’innamoramento e, senza quella, Cenerentola si ritrova sola con i propri dubbi a chiedersi se quel «principe carino», come lo definisce lei stessa, sia davvero ciò che desidera. E se la magia dell’innamoramento non c’è, ma la vita quotidiana è un incubo, Cenerentola può scambiare l’interesse di lui per la fanciulla che fugge come una prova d’amore e pensare che quella lusinga che sente nel cuore sia indizio di un sentimento nascente. E così Cenerentola non può avere il suo finale felice, può solo sperare di incontrare degli amici nel bosco e iniziare con loro una nuova, diversa, storia.


Il cupo valzer di Bella con la Bestia
Nelle vie intricate dell’immaginario, un motivo che appartiene ad una storia può diventare momento saliente di un’altra che originariamente non lo prevedeva. È il caso de La Bella e la Bestia che, nella versione cinematografica francese uscita nel 20145, trova nel ballo il punto di snodo del rapporto fra i due protagonisti. Già l’animazione Disney6, una ventina di anni prima, aveva inserito la romantica scena di Bella che, nel centro del salone, prende l’enorme animalesca mano della Bestia e se la porta alla vita invitandolo a danzare, mentre vediamo addolcirsi gli occhi di lui, che le prende delicatamente l’altra mano, e sobbalza felice quando lei posa il capo sul suo petto. Ma qui il vero incontro tra i due è già avvenuto, la complicità si è accesa già prima: il ballo è il momento in cui si sancisce la tenerezza ormai nata e si prefigura il lieto fine. Nel film francese, invece, il ballo assume tutto il portato erotico che conosciamo da Cenerentola, tinteggiato però di una scura nuance. Con echi derivanti dal film di Cocteau7, che nel 1946 realizzò una versione in bianco e nero che rivela una rara intelligenza della fiaba, il film del 2014 enfatizza la parte animalesca della Bestia narrando quanto fosse tracotante prima della maledizione e quanto lo sia dopo, negli accessi di ira e nella pretesa di avere Bella per sé. Della ragazza, d’altra parte, possiamo scorgere la paura e il desiderio sempre compresenti durante la sua permanenza al castello. Nel momento centrale del film, Bella chiede alla Bestia di poter trascorrere del tempo con la sua famiglia e gli propone un patto: se lui la lascerà andare, lei ballerà con lui. «Mi fai l’elemosina», afferma la Bestia con una pacata superbia. «Vi guiderò io se vi fa paura», replica Bella sicura. Parte la musica di un cupo valzer e, nel salone delle feste, ormai regno della vegetazione, il pavimento cosparso di foglie cadute, la fanciulla si inchina profondamente, mentre lui le porge la mano per rialzarsi. Poi, guardandolo negli occhi, Bella solleva leggermente la gonna e a passo di danza si avvicina e si allontana, finché non pone una mano sul petto della Bestia: di nuovo gli stessi passi, stavolta insieme. Bella prende la mano guantata di lui, se la porta alla vita e gli appoggia la propria sulla spalla; lui fa scivolare l’altra sua mano nella propria e «Danzare con me non ti spaventa?» le chiede, mentre i due sono come sospesi nell’attimo prima di iniziare a ballare. «Lasciatevi andare», lo invita lei. La musica cresce e i due cominciano a girare e girare; lo spettatore li vede dall’alto mentre il loro movimento spazza via le foglie e la luce diventa più calda, come quella di un interno: siamo in un’altra dimensione, quella del sogno, del desiderio. Entrambi hanno un’espressione compresa, seria, concentrata e timorosa, come se per la prima volta si palesasse loro qualcosa di sconosciuto. È in questo momento che si accende fra i due il primo barlume di tenerezza. Chiudendo gli occhi, Bella abbandona dolcemente il viso sul petto della Bestia, che con un tono intimo e pieno di speranza si lascia andare: «Se voi mi amaste... ».

Ecco, l’incanto è rotto, Bella apre gli occhi spaventata e con un gesto imperioso allontana da sé la Bestia: siamo di nuovo nel salone cosparso di foglie cadute.
Le gli ricorda il loro patto, lui si sottrae. Allora Bella, con aria di sfida, gli grida quanto lui la ripugni: la Bestia ringhia, si incurva, si allontana come un animale ferito. 
Cose è successo? Cosa ha sentito Bella di così perturbante da provocarle una reazione tanto dura quanto è speranzoso lo sguardo della Bestia? La storia ci dice che, ballando, i due hanno fatto esperienza dell'incontro amoroso, reso delicato dalla tenerezza per lui, che si vede trattato da Bella per la prima volta come un uomo; reso spaventoso per lei, che si rende conto di provare attrazione per il suo bestiale carceriere. Dopo questo momento le cose non potranno più essere come prima, la vicinanza vissuta nel ballo, pur nell'ambivalenza dei sentimenti di ciascuno, fa traccia in entrambi. Non a caso, prima del tradizionale momento in cui la Bestia concede a Bella di andare a trovare la sua famiglia e che porterà al finale che consociamo, una scena dall’intenso sapore erotico ci mostra la Bestia che con un balzo è sopra Bella che sta cercando di fuggire e, sfidandola, quasi la bacia, mentre lei, sempre così battagliera, non si muove, socchiudendo gli occhi in attesa di quel bacio. Il film suggerisce che questo, e lo sviluppo successivo della storia, sia generato da ciò che i due hanno scoperto ballando nel salone del castello.


L'espressione della gioia dell'amicizia
«Danza fino a quando il tuo cuore non sarà selvaggio e libero» canta Evie alla fine del musical Descendants8, un film che ha come protagonisti i discendenti dei personaggi più famosi delle fiabe.

Mal, Evie, Jay e Carlos, figli rispettivamente di Malefica, Grimilde, Jafar e Crudelia De Mon, sono costretti a vivere nell’Isola degli Sperduti dove sono stati esiliati i loro genitori. Per effetto del primo editto di Ben, il figlio della Bella e della Bestia, che sta per essere incoronato re, i ragazzi sono ammessi nel regno di Auradon.
Inizia così una storia che ha al suo centro la questione fondamentale di ogni adolescente: trovare la propria strada, scegliendo fra l’identificazione con il genitore e la propria individualità. I quattro figli dei cattivi, infatti, partono dall’Isola degli Sperduti con il preciso compito di rubare la bacchetta magica della Fata Smemorina per portarla ai loro genitori, che potranno così non solo liberarsi ma anche diventare i più potenti di tutti. Ma nel regno di Auradon, i ragazzi scoprono un mondo sconosciuto e nuove possibilità. La storia ha un lieto fine: la bacchetta magica rimane alla Fata Smemorina, i cattivi sono sconfitti, i giovani si integrano nel regno e il film si conclude con la festa per l’incoronazione di Ben. Nel giardino del castello, illuminato da luci colorate come una discoteca, al suono di una musica dance, i protagonisti esprimono la gioia di aver «messo in moto»9 la propria vita, invitando gli altri ragazzi a scatenarsi seguendo il ritmo e a gridare «Abbiamo le chiavi, il Regno è nostro!». Si tratta non tanto di uno dei momenti cantati e ballati del musical, ma di una vera e propria scena narrativa, in cui vediamo un gruppo di giovani divertirsi a una festa e ballare tutti insieme, come si balla oggi nelle discoteche. Un finale, questo, che racconta di un incontro, non amoroso ma amicale (come nel celebre film Footloose10) in cui si esprime la vitalità giovanile e il piacere di stare insieme, in cui si condivide la gioia per aver finalmente scoperto la propria strada. Un vero e proprio lieto fine di fiaba11.

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1. Into the woods, Robert Marshall, USA, 2014.

2. Jacob e Wilhelm Grimm, Cenerentola in Le fiabe del focolare, Torino: Einaudi 1951.

3. Cenerentola, Kenneth Branagh, USA, 2015.

4. Nella versione italiana del film la domanda del principe è: «È questo che vuoi davvero?», ma in lingua originale è «Is that what you really wish?», dove wish, ‘desiderare’, è parola chiave di tutto il film. Per questo abbiamo riportato nella traduzione il significato più pregnante.

5. La Bella e la bestia, Cristophe Gans, Francia, 2014.

6. La Bella e la Bestia, Gary Trousdale e Kirk Wise, USA, 1991.

7. La Bella e la Bestia, Jean Cocteau, Francia, 1946.

8. Decendants, Kenny Ortega, USA, 2015. Il film, prodotto dalla Disney, è andato in onda su Disney Channel.

9. Set it off, è il titolo della canzone, che possiamo tradurre come ‘metti in moto, innesca’.

10. Footloose, Herbert Ross, USA, 1984.

11. Solo un accenno merita il film Pan appena uscito nelle sale italiane (novembre 2015), che ha avuto scarso successo negli Stati Uniti e che collaziona motivi narrativi e visuali delle più famose storie fantasy, senza riuscire a trovare una propria coerenza nel racconto. Anche in questo film è presente una scena danzante, che ha però una funzione descrittiva e non narrativa: si tratta di una rituale (e convenzionale) danza di incitamento alla lotta della coloratissima tribù dei Nativi che Peter Pan incontra sull’Isola che non c’è.


© Claudia Chellini 2016

All’inizio del 2015 è uscito in Italia il film musical Into the woods  tratto dall’omonimo musical teatrale americano di grande successo. La vicenda, basata su alcune delle più famose fiabe dei Fratelli Grimm, è ambientata nel bosco, dove si incontrano i protagonisti, ciascuno con un proprio desiderio da realizzare. Fra questi c’è anche Cenerentola. La vediamo affaccendarsi in cucina, mentre accigliata canta il suo desiderio di andare al ballo, e poi recarsi presso la tomba della madre, ricevere un magnifico vestito e delle scarpette tutte d’oro, e correre al palazzo reale. Ciò che è più curioso è che non la vediamo entrare, né lasciare tutti a bocca aperta, né tanto meno ballare con il principe. Quello che il film ci mostra è invece la sua fuga. Per tre volte, l’ultima delle quali rimane incollata con le scarpe alla pece fatta stendere dal principe sugli scalini del palazzo, per fermarla. A questo punto la narrazione si sospende e noi ascoltiamo Cenerentola che canta i suoi dubbi. «Perché non rimanere ed essere presa?» si chiede, mentre anche lo spettatore si sta facendo la stessa domanda. Perché questa Cenerentola fugge e fugge e fugge? Cosa desidera davvero? Lei stessa non lo sa: «Arrivare a un ballo è eccitante,» ricorda, «ma quando ci sei è spaventoso. Ed è divertente farlo se sai che dovrai andartene», ma d’altra parte la sua condizione a casa è terribile… Alla fine Cenerentola decide di non scegliere, di lasciare un indizio e aspettare la prossima mossa del principe: «Sarà lui e non tu» si dice «ad essere attaccato ad una scarpa...». Che sviluppo può attendersi lo spettatore? L’incontro con il figlio del re non è descritto, sappiamo che i due hanno ballato, ma nella storia questo momento non si vede:  la magia del ballo qui non c’è.
Nella fiaba tradizionale, quello fra Cenerentola e il principe è un incontro danzante, in cui lui «non volle ballare con nessun’altra; non le lasciò mai la mano, e se un altro la invitava, diceva: - È la mia ballerina» , leggiamo nei Grimm. D’altronde il ballo di coppia, in cui i corpi si sfiorano e si parlano, in cui la comunicazione fra uomo e donna avviene attraverso il movimento, lo sguardo, il sorriso, ha un carattere di grande intimità, che configura il ballo di Cenerentola con il principe come l’incontro erotico per eccellenza. E ciò che la favola ci fa intuire in poche parole, il film di Kenneth Branagh, Cenerentola , lo mostra ai nostri occhi, rendendo manifesta la parte corporea del ballo, mentre la musica ci avvolge e ci fa provare le emozioni che vediamo nei protagonisti.
Nel centro del salone del castello, imbarazzato e visibilmente emozionato, il principe posa una mano sulla vita di Cenerentola, lei sobbalza leggermente, la musica inizia. Lui la fa volteggiare, la solleva, lei freme sorridendo, mentre la macchina da presa gira insieme ai ballerini e lo spettatore vede il mondo girare intorno a loro. Gli invitati, disposti in cerchio, sospirano di stupore. Fino a che, terminato il ballo, i due si staccano e, fra un «Oooooh!» generale che sfocia in un applauso, si inchinano l’un l’altro in segno di reciproca gratitudine, lui portandosi la mano sul cuore e piegando la testa, lei facendo una profonda riverenza, mentre il magnifico vestito azzurro la incornicia morbidamente. Un incontro amoroso, dunque, in cui si fondono erotismo e tenerezza. È naturale che la storia prosegua con lo sviluppo che sappiamo, fino alla scena della scarpetta e al gioioso lieto fine delle nozze regali.
Ma se questo incontro non c’è, che può succedere? Into the woods ci racconta che il matrimonio si fa, ma che questo non è il finale della storia. Il giorno stesso delle nozze, dovendo far fronte ad un pericolo mortale per tutto il regno, i protagonisti del film si ritrovano di nuovo nel bosco, e lì Cenerentola scopre che il suo sposo la tradisce. Con la pacata fermezza di chi ha capito che l’uomo che ha di fronte non è ciò che desiderava, Cenerentola affronta il principe e alla fine gli dice: «Adesso dovresti andar via».
«È questo che desideri  davvero?», chiede lui ansioso.
«La casa di mio padre era un incubo, mentre la tua era un sogno. È qualcosa a metà strada che agogno».
Lui accenna un sorriso non sapendo evidentemente come replicare, abbassa gli occhi, e fa per andarsene, ma prima si gira verso Cenerentola e le dice: «Amerò per sempre la fanciulla che fuggiva».
«E io il principe lontano», risponde la ragazza, concludendo così la sua storia con lui.
Se l’incontro danzante non c’è, racconta Into the woods, non c’è neanche la magia dell’innamoramento e, senza quella, Cenerentola si ritrova sola con i propri dubbi a chiedersi se quel «principe carino», come lo definisce lei stessa, sia davvero ciò che desidera. E se la magia dell’innamoramento non c’è, ma la vita quotidiana è un incubo, Cenerentola può scambiare l’interesse di lui per la fanciulla che fugge come una prova d’amore e pensare che quella lusinga che sente nel cuore sia indizio di un sentimento nascente. E così Cenerentola non può avere il suo finale felice, può solo sperare di incontrare degli amici nel bosco e iniziare con loro una nuova, diversa, storia.